Come scegliere la corda e i rinvii per l’arrampicata sportiva in falesia

di Danilo De Salvia

Ad ogni esigenza corrisponde l’attrezzatura corretta. Non è inusuale infatti constatare, negli anni, che abbiamo fatto acquisti non propriamente corretti o di essere stati vittima delle mode del momento, senza considerare davvero le nostre necessità. In questo articolo tenterò di darti una mano nella scelta corretta.

La corda

La corda in arrampicata è uno dei più importante dispositivi di protezione individuale, una delle parti fondamentali nella catena di assicurazione.

La corda infatti è legata allo scalatore, con un nodo effettuato direttamente sul suo imbrago (nodo a otto o bulino ripassato) e al suo assicuratore tramite un dispositivo di frenaggio assistito o manuale.

Nell’arrampicata sportiva in falesia si utilizzano corde singole dinamiche, che si allungano quando sono sottoposte ad un carico.

Questo è fondamentale affinché durante la caduta del primo di cordata la corda possa assorbire parte dell’energia cinetica e trasmettere di conseguenza una bassa forza di impatto allo scalatore. 

Per vie a più tiri, ma soprattutto per quelle alpinistiche, si preferisce l’utilizzo invece di mezze corde ma in questo articolo ci focalizzeremo principalmente sulle corde singole.

Com'è costruita una corda

Le corde dinamiche da arrampicata sono realizzate principalmente in poliammide (nylon), con lunghezze diverse, generalmente da 60 m. a 80 m. e spessori che possono variare da 8,5 mm. a 10 mm.

Ogni corda è composta da una calza, la struttura che vediamo all’esterno che ha il compito sia di proteggere la struttura interna, sia di resistente alle abrasioni, e dall’anima appunto la struttura interna composta a sua volta da trefoli intrecciati.

La calza è l’elemento che supporta il 30-40% del carico di rottura, mentre l’anima il 60-70%.

Esistono poi corde con tecnologia detta UNICORE (che non è propriamente un trattamento ma una vera e propria tecnologia costruttiva), come per esempio alcune corde Beal, ovvero un processo “che unisce l’anima e la calza della corda senza modificarne le caratteristiche di morbidezza. Se la calza è tagliata o lacerata, l’anima e la calza restano solidali.”

Le principali caratteristiche

Abbiamo parlato del diametro e della lunghezza ma non del peso. Sappiamo che l’arrampicata ha costantemente a che fare con la gravità e quindi il peso in alcune situazioni può essere un aspetto da considerare soprattutto se puntiamo alla performance.

Il peso della corda è generalmente espressa al metro e nella maggior parte dei casi varia tra i 58 e 85 gr/m.

Altre caratteristiche fondamentali da tenere in considerazione sono:

  • La forza di arresto deve essere più bassa possibile, in genere si aggira sugli 8,5 KN.
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  • Allungamento statico e allungamento dinamico – generalmente il 7,5% per quello statico e 35% quello dinamico.
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  • Numero di cadute con fattore 1,77 – in genere si aggira sui 5.
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  • Trattamenti e tecnologia – per esempio trattamenti dry (per resistere all’acqua), tecnologia UNICORE, ecc.

Come scelgo la mia corda?

Arriviamo al dunque, come scelgo la corda che fa per me?

Se sei un beginner, quindi se arrampichi spesso in moulinette (con la corda dall’alto) o utilizzi spesso la corda anche in palestra, il mio consiglio è quella di scegliere una corda con un diametro importante, che si aggiri sui 10 mm; La Petzl Contact 9,8 potrebbe essere la scelta giusta.

Una corda con un diametro come la contact si usura sicuramente meno rispetto ad un diametro più piccolo ed è inoltre, per chi assicura, più facile da gestire perchè scorre meno nello strumento di assicurazione.

Se invece sei un esperto, probabilmente ti sarai già fatto un’ idea di quali possano essere le tue esigenze specifiche.

Le corde che piacciono di più a chi ricerca la performance sono corde più leggere, con diametri più ridotti (da 9,1 a 9,5), consigliate a chi scala spesso da primo di cordata.

Una corda che in questi anni si è aggiudicata il primato come corda molto performante è la Beal Joker 9,1 con tecnologia UNICORE e trattamento Dry Cover, apprezzata da i falesisti di tutto il mondo.

Personalmente però la corda che preferisco in assoluto è la Petzl Arial 9,5, progettata con trattamento Duratec Dry per garantirgli la massima longevità e performance in qualsiasi condizione; una corda che non ha nulla da invidiare alle blasonate con diametri più ridotti, piacevolmente scorrevole e morbida…assolutamente da provare!

Una scelta interessante invece, che accontenta anche i portafogli più piccoli, è la Cousin Dura Dura 9,5 con trattamento LongLife e TechTouch, leggera e compatta.

Ti segnalo anche il video della guida alpina Riccardo Quaranta che effettua il test della corda Cousin e ci racconta le sue impressioni.

Per quanto riguarda la lunghezza posso dire che la scelta è molto soggettiva, dipende dalle falesie e dalle vie che frequenti.

In linea generale io consiglio di non scendere sotto i 70 m, perché così se affrontiamo una via di 30 m siamo sicuri che la corda non sia troppo corta; a tal proposito ricordo di effettuare sempre un nodo di fine corda per evitare spiacevoli incidenti.

I rinvii: come sono costruiti?

I rinvii sono uno strumento di assicurazione che permettono di agganciare la corda alle protezioni fisse o mobili poste in parete, e sono costituiti da due moschettoni e una fettuccia che li collega.

I due moschettoni del rinvio sono, il più delle volte, uno a leva dritta (quello che va posto in parete) e uno a leva curva (la sua forma permette infatti al dito di inserire rapidamente la corda).

Il moschettone a leva curva inoltre può presentare un gommino che serve appunto a fermare lo stesso sulla fettuccia, in modo tale da agevolare la “moschettonata”.

Esistono anche moschettoni che utilizzano leve a filo, questo per ridurre sensibilmente il peso stesso dello strumento; è molto utilizzato in vie a più tiri o vie alpinistiche dove il peso può fare davvero la differenza.

La fettuccia che collega i due moschettoni è realizzata principalmente in nylon o in dyneema; in linea di massima le fettucce in nylon sono più spesse di quelle in dyneema, quest’ultime infatti sono utilizzate soprattutto sui rinvii leggeri e da alpinismo.

Che rinvii scelgo?

Anche se sei un beginner, non ti consiglio il primo prodotto che trovi sul mercato; questo perché i rinvii a differenza della corda durano per diversi anni.

Sicuramente se arrampichi principalmente in falesia, ti sconsiglio rinvii super leggeri che hanno un costo maggiore, ti consiglio invece i Climbing Technology Lime Set, molto economici, o i Petzl Djinn Axess; due ottime soluzioni per arricchire il tuo set base da arrampicata.

Acquista un minimo di 12 rinvii, di cui 10 da 12 cm e un paio da 18-25 cm, ma se hai la possibilità acquistane 15 e sarai davvero tranquillo.

Arrampichi già da un po’ e hai già fatto le tue esperienze? quindi da esperto saprai già su quali indirizzarti.

Quelli più interessanti e che ho avuto la possibilità di provare sono i Camp Photon Express KS Mixte, i Black Diamond HotForge Quickdraw e i Petzl Degaine Spirit Express; tutte ottime soluzioni per provare “a chiudere” i tuoi progetti.

Ci sono poi i Dmm Alpha Sport, rinvii leggendari considerati il top della rinviata, i miei preferiti, ma ne posseggo solo un paio perché il prezzo è davvero proibitivo.

Che tu abbia bisogno della tua prima corda e il tuo primo set di rinvii, o che tu voglia rinnovare la tua attrezzatura, non perdere l’occasione di acquistare ottimi prodotti con poca spesa.

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